Perchè il CETA è un’occasione da non perdere per il nostro paese

Diplomatic handshake between leaders from Canada and the European Union with flag-painted hands.
Diplomatic handshake between leaders from Canada and the European Union with flag-painted hands.

Il ministro per le politiche agricole Gian Marco Centinaio (Lega) ha dichiarato che “il governo non ratificherà il trattato di libero scambio con il Canada, poiché sono protetti solo una piccola parte dei prodotti DOP e IGP”.

Il trattato, in sigla CETA, riconosce 143 certificazioni tipiche per i prodotti agroalimentari, di cui ben 41 sono italiane. Secondo il Ministero dello Sviluppo Economico, l’Italia nel 2016 esportava in Canada merci per un valore di 3,7 miliardi di euro, con un saldo positivo di 2,2 miliardi.

Anche in questo caso il meglio è nemico del bene: non ratificare questo trattato significherebbe non tutelare quei 41 prodotti che potranno benissimo continuare ad essere imitati/contraffatti e venduti in Canada.

Inoltre, la prima voce nelle esportazioni non sono i prodotti agroalimentari bensì i macchinari industriali (1 miliardo di export). Ricordando a tutti che l’Italia non è un paese agricolo, ma prevalentemente manifatturiero ed esportatore di servizi, ricapitoliamo i motivi per cui è da pazzi essere contrari a questo accordo:

  1. Maggiore crescita e maggiori posti di lavoro
    Come già accaduto con altri accordi di libero scambio – si può citare l’esempio dell’accordo con la Corea del Sud – ci potrebbe essere un aumento delle esportazioni di beni e servizi. Inoltre, ogni miliardo di euro nelle esportazioni, sostiene il lavoro di 14’000 dipendenti.
  2. Condizioni agevolate per le imprese europee in Canada
    Il Canada ha accettato di garantire, per le imprese con fino a 250 dipendenti, migliori condizioni nello svolgimento di attività commerciali, rispetto a quelle provenienti da altri Paesi.
  3. Vantaggi per i consumatori
    Abolendo quasi del tutto i dazi doganali, si dovrebbe arrivare ad un minor costo dei fattori produttivi e, di conseguenza, a una scelta più ampia e con prezzi più bassi per i consumatori.
  4. Minore burocrazia per le imprese
    Con l’accordo, Europa e Canada, hanno concordato di accettare reciprocamente i certificati per la valutazione di conformità. Le imprese attive nel settore dei servizi (che rappresentano i 3/4 dell’economia europea), avranno condizioni agevolate per realizzare attività in Canada.
  5. Permesso di partecipare alle gare d’appalto in Canada
    Il Canada aprirà ora alle imprese dell’UE un numero di gare d’appalto maggiore rispetto a quello di qualsiasi altro partner commerciale. Ogni anno il governo federale, le province e i comuni del Canada, acquistano da aziende private beni e servizi del valore di oltre 30 miliardi di euro.
  6. Riconoscimento, sostegno e tutela dell’eccellenza di prodotti alimentari e bevande caratteristiche.
    Il Canada ha accettato di tutelare oltre 140 indicazioni geografiche europee (IG). Questo permetterà di vendere prodotti di eccellenza sotto tale denominazione e potenzierà i controlli al confine per impedire e bloccare la vendita di prodotti contraffatti.
  7. Mutuo riconoscimento delle qualifiche professionali
    I professionisti che svolgono una professione regolamentata (es. ingegneri, architetti, etc.) non possono al momento esercitare in Canada (e viceversa). Con questo accordo, si spiana la strada ad un reciproco riconoscimento delle qualifiche professionali.
  8. Maggiori investimenti
    Nel 2014, le aziende canadesi hanno investito in Europa ben 14 miliardi di euro. Il CETA incoraggerà più investimenti finalizzati alla creazione di posti di lavoro in Europa, rendendo più semplice per le aziende canadesi il trasferimento temporaneo del proprio personale chiave nell’UE (e viceversa).
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