PA Social: la pubblica amministrazione a portata di social network e chat

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Il 6 giugno 2018 si è svolto in ben 17 città italiane il PA social day. Organizzata dall’associazione nazionale PA Social; la rassegna, unica nel suo genere, ha visto come protagonista l’analisi di molteplici temi, il porsi nuovi obiettivi e valutare proposte; per la prima volta nel nostro paese si è tenuto un confronto indirizzato allo scambio di buone pratiche in materia di digital speeches: la cultura digitale al servizio del cittadino. Le città coinvolte sono state: Ancona, Bari, Bologna, Cagliari, Campobasso, Catania, Cosenza, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Padova, Perugia, Pescara, Roma, Torino e Trieste. Tutti gli eventi si sono svolti in contemporanea e in diretta web e hanno permesso ad esperti del settore ed addetti ai lavori di raccontare il proprio impegno quotidiano al servizio della pubblica amministrazione utilizzando come strumento di lavoro il web e i social.

Il rapporto tra le nuove piattaforme social e i servizi al cittadino, i quali possono venir veicolati tramite gli stessi social, è sempre più stretto. La sfida è quella di porre il cittadino nelle condizioni di poter utilizzare piattaforme come ad esempio Facebook o Twitter non più solo per curiosare tra le foto dei propri amici bensì per interagire direttamente con enti ed istituzioni; per esempio con l’account del proprio comune, cosi da rimanere informato su tutto ciò che lo riguarda: dalle manifestazioni in corso sul territorio, passando alle delibere in consiglio comunale, sino a poter consultare scadenze e termini per il pagamento dei tributi. Le chat come WhatsApp e Telegram diventano canale privilegiato per i cosiddetti bot, strumenti capaci di interagire in remoto 24h su 24 per poter rispondere alle nostre domande; ad esempio: conoscere il prossimo passaggio, in tempo reale, del bus alla fermata sotto casa o più in generale dissipare i dubbi su termini, condizioni, scadenze e qualsivoglia interrogativo sulle cosiddette f.a.q. che gravitano intorno ai servizi pubblici dei vari enti.

Capitolo pregno di importanza è poi quello relativo alle emergenze. Calzante è l’esempio portato nella tavola rotonda organizzata nella città di Torino da Gianluca Garro (Capo Ufficio Stampa ItaliaSicura presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri) che ha raccontato di come negli attimi successivi al drammatico terremoto dell’Aquila (aprile 2009) molti cittadini abbiano provato a mettersi in contatto con i soccorritori proprio attraverso i social, ciò nonostante essi non fossero ancora capillarmente diffusi e facilmente fruibili come lo sono oggi. La risposta in quel triste accadimento non fu delle migliori proprio per l’assenza degli enti pubblici dai canali social. Oggi l’obiettivo è proprio quello di poter creare una rete capace di dare risposte immediate al cittadino anche nel momento del bisogno. Un’idea di sicurezza condivisa: social network e chat come dialogo tra cittadino e PA in caso di maxi emergenze e gestione di quelle ordinarie. Rendere immediata la segnalazione di un pericolo, geo localizzare chi ha bisogno d’aiuto e così via.

La strada è ancora lunga e gli ostacoli a una riforma digitale della pubblicazione amministrazione e dei suoi apparati sono ancora tanti. Servono politiche nuove, lo sviluppo di competenze e l’adeguamento di strumenti e dotazioni. La comunicazione non può più essere improvvisata bensì occorre strutturarla affinché possa rispondere tempestivamente e concretamente ai bisogni dei cittadini che a loro volta necessitano di educazione e formazione per il corretto uso del web affinché possano non temere il digitale ma usarlo per migliorare molti aspetti della propria quotidianità.

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