La tutela dei Diritti Umani e le scomparse del nuovo millennio

desaparecidos

Nonostante la tecnica di repressione non sia completamente nuova, la pratica delle sparizioni forzate è stata usata per la prima volta massicciamente nel 1966 in Guatemala, e durante il colpo di Stato in Cile nel 1973.

In questi ultimi anni si sente sempre meno parlare di scomparse e il nuovo millennio ci ha portato a interfacciarci con una nuova realtà riguardo al tema. Quella dei rifugiati scomparsi in mare. In Messico solo nell’ultimo decennio sono scomparse più di 30 000 persone, di ogni ceto sociale. Oppositori politici che hanno trovato di fronte a loro una strada senza fine. Le scomparse messicane non differiscono molto dalle scomparse nelle altre parti del mondo, come ad esempio in Argentina, dove negli anni 70 sono scomparsi tanti oppositori politici e tutt’ora il governo fatica a dare una risposta alle madri di questi “scomparsi”.

In merito a questo tema consiglio la visione del documentario argentino Todos son mi hijos che narra della vicenda delle Madres de Plaza de Mayo. A queste 30.000 persone si devono aggiungere altre cifre agghiaccianti come l’appropriazione di più di 500 figli di scomparsi, la detenzione di migliaia di attivisti politici e l’esilio di oltre 2 milioni di persone. Non solo in Argentina, ma in tutta l’America latina, oltre che nell’America Centrale, ci sono state scomparse di oppositori di ogni tipo. Una situazione analoga accadde con alcuni casi tanto più vicini geograficamente, quanto noti alla stampa internazionale. Nei paesi del nord-Africa, in Libia, con il governo Gheddafi, in Algeria, in Egitto e in Marocco c’è stato un numero significativo di scomparse. Queste scomparse sono dettate da motivi prettamente politici.

Oltre che agli scomparsi per motivi di opposizione politica, con le partenze che si fanno sempre più frequenti verso le coste italiane, negli ultimi anni si è iniziato a parlare anche di dispersi in mare, i cosiddetti desaparecidos del mediterraneo.

Nel 2011, per via dell’instabilità politica dovuta alle Primavere Arabe, circa 500 giovani ragazzi si imbarcarono dirigendosi verso le coste italiane, nessuno da quel momento ebbe più notizia da parte loro. Le madri di questi ragazzi si chiedono ancora che fine abbiano fatto i loro figli. Molte di loro si sono già rassegnate, altre invece continuano a coltivare un po’ di speranza nel ritrovamento del proprio figlio. In merito alla questione si stanno mobilitando molte associazioni non governative che hanno preso a cuore la situazione, tanto da portare il caso di fronte al Ministero dell’Interno ed al Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse.

Tutela dei Diritti Umani

Dopo questa introduzione riguardo all’argomento abbiamo bisogno di comprendere come portare avanti la tutela dei diritti umani in riferimento alle nuove scomparse a cui dobbiamo fare fronte in questo nuovo millennio. Innanzitutto bisogna sottolineare che la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani si esprime in modo molto chiaro riguardo alle libertà che sono violate per via delle sparizioni forzate.

La violazione di alcuni diritti enunciati dalla dichiarazione Universale dei Diritti Umani:

  • Diritto alla vita e alla abolizione della pena di morte
  • Diritto di non essere soggetto a torture o a trattamenti inumani o degradanti
  • Libertà dalla schiavitù e dal lavoro forzato

Troviamo enunciati questi diritti nei primi tre articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani:

Articolo 1

“Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.”

Articolo 2

“Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del paese o del territorio cui una persona appartiene, sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità.”

Articolo 3

“Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona.”

Oltre alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani esistono altre carte e risoluzioni che rivendicano questi diritti, ad esempio: la Risoluzione 33/173 frutto del lavoro della Commissione dei diritti Umani delle Nazioni Unite, che ha lavorato nello specifico sui casi di scomparse forzate in Cile. La Convenzione Interamericana sulla Sparizione Forzata di Persone, la Convenzione Internazionale per la protezione delle persone dalle Sparizioni Forzate. La sparizione forzata è dunque un reato che opera attraverso la privazione illecita della libertà del cittadino da parte delle forze dell’ordine o di qualunque altro gruppo di persone che agisce con l’appoggio delle Istituzioni, sia esso per azione o per omissione (Ibidem).

Negli ultimi 50 anni abbiamo assistito inoltre ad un’ingente ondata migratoria che si sposta dal centro America verso gli Stati Uniti d’America attraverso un percorso costellato di pericoli e pieno di episodi di violenza. Questo percorso è analogo al percorso che svolgono i migranti che partono dalle coste del Nord-Africa per poter raggiungere le coste Europee.

Tutte queste carte sono molto chiare riguardo all’intervento sia delle nazioni Unite che dei governi nazionali sul tema. Purtroppo, non esistendo ancora un ente internazionale che possa avere potere legislativo in materia, sarà sempre più complesso fare riferimento ad una legge unica in materia.

Scomparse nel mediterraneo

Purtroppo non esiste un sistema di identificazione globale di tutti gli scomparsi, ciò non è presente né a livello europeo né a livello nazionale. Le morti nel mediterraneo sono stimate a circa 30.000 solo negli ultimi 5 anni. In questo numero sono compresi i 500 giovani tunisini mai sbarcati qui in Italia. Le loro le madri continuano a richiedere risposta da parte delle istituzioni italiane e tunisine. Negli ultimi anni hanno partecipato a vari incontri con le istituzioni italiane e con le istituzioni tunisine, oltre che con le organizzazioni non governative per richiedere una risposta riguardo alla vita dei propri figli. Salvaguardando così il diritto di poter conoscere il destino dei loro cari. Queste madri possono essere paragonate alle Madres de Plaza de Mayo che, instancabilmente, richiedono certezze sul destino dei loro figli scomparsi.  Le stesse madres che si opposero alla dittatura e che scesero in piazza 40 anni fa, e da allora ogni giovedì si ritrovano nel medesimo punto per manifestare contro ogni forma di oppressione e per un futuro dignitoso. Queste madri si dichiarano madri di tutti i 30.000 desaparecidos Argentini.

Scomparse nel Centro e nel Sud-America

Nel Centro e nel Sud America, molti casi sono liquidati come semplici sequestri, estradizioni o come detenzioni illegali, quando in realtà sono in tutti gli effetti casi di sparizione forzata, frutto di azioni o di omissioni. Riguardo a questo punto è stata firmata nel 1994 la Convenzione Interamericana sulla sparizione forzata di persone. Questa convenzione vincola gli stati firmatari del continente Americano.

Le cause delle sparizioni forzate sono svariate, non starò qui ad elencarle tutte, mi focalizzerò solamente su alcuni punti importanti. In primo luogo, l’interesse è quello di provocare terrore nelle comunità che vivono in luoghi di interesse economici per le estrazioni di risorse naturali. In secondo luogo, eliminare le persone che partecipano a movimenti sociali, i leader delle comunità che si oppongono ai grandi progetti e gli attivisti che organizzano il popolo contro lo sfruttamento della propria terra.

Cito padre Solalinde, difensore dei diritti dei migranti in Messico, parla di quanto valgono i migranti che vengono sequestrati e che dunque spariscono:
“Ciascun migrante vale tra i 2000 e i 5000 dollari, se la sua famiglia non paga, lo gettano nelle fosse comuni senza numero. [diventano dei] Desaparecidos”

Questa situazione è affine alla situazione che viviamo qui in Europa con gli sbarchi dei migranti e con le loro scomparse. Abbiamo bisogno di una maggiore responsabilizzazione da parte degli apparati governativi creando una banca dati accessibile tra tutti i paesi dell’Unione Europea e i paesi Nord Africani.

 

Bibliografia

  • Richard Clayton, Hugh Tomlinson, The law of human rights, UK, Oxford University press, 2004.
  • Cattaneo Cristina, Marilisa D’amico, I diritti annegati: I morti senza nome del Mediterraneo, Italia, Franco Angeli Edizioni, 2016.
  • Amnesty International, Au-delà de l’état, le droit international et la défense des droits de l’homme, France, 2010.
  • Claire de Than, Edwin Shorts, International criminal Law and Human Rights, Sweet & Maxwell, 2002.
  • Mastrogiovanni Federico, Ni vivos ni muertos, La desaparición en México como estrategia de terror, Messico, Penguin Random House, Messico, 2014.
  • Mastrogiovanni Federico, Messico, migranti e narcos. Il treno della desaparición in “Il Reportage”, n.15, luglio-settembre 2013.

Filmografia

  • Ricardo Soto Uribe, “Todos son mis Hijos”, Argentina, 2016.
Vota i nostri posts