Qual è l’opinione degli Italiani sull’UE?

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È stato presentato, giovedì 22 marzo, a Roma presso gli uffici di rappresentanza in Italia della Commissione Europea, il rapporto Eurobarometro. Si tratta di un sondaggio commissionato e coordinato dalla Commissione europea e si basa sulle opinioni dei cittadini dell’Unione Europea. I sondaggi sono stati condotti su scala europea tra il 5 e il 19 novembre 2017 e in Italia sono stati intervistati 1034 cittadini.

Dal report si deduce che il 49% degli intervistati ritiene che i peggiori effetti della crisi sul mercato del lavoro siano stati superati, un dato in crescita e lievemente superiore alla media UE. Resta però al primo posto tra le principali sfide da vincere per l’Italia la lotta alla disoccupazione (49%).

L’83% degli italiani intervistati continua a giudicare malamente il livello occupazionale del Paese ma allo stesso tempo la maggioranza degli intervistati (54%) si dice soddisfatto per la propria condizione professionale, con l’eccezione di Sicilia e Sardegna dove prevalgono gli insoddisfatti, in contrasto con il resto del Paese. Nel paese, tra i due sessi, sono le donne quelle meno soddisfatte (51%).

Un’altra importante sfida per il 33% del campione di intervistati, inferiore solo a quella registrata per la disoccupazione, ma ben superiore ad altre fonti di preoccupazione – come l’economia, le tasse, le pensioni, il terrorismo o l’inflazione – è l’immigrazione. La maggioranza degli italiani (59%) diffida degli immigrati extra-comunitari, più di quanto lo è nei confronti di quelli provenienti da altri paesi UE (49%). In generale il 48% è disponibile ad aiutare i rifugiati, meno quindi della media degli altri cittadini UE (67%).

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Il giudizio nei riguardi dell’Unione Europea è equivoco. Da un lato la maggioranza relativa degli italiani pensa che il Paese potrebbe avere un futuro migliore se uscisse dall’Unione Europea. Lo crede il 46% del campione; dall’altro ben il 61% degli italiani vorrebbe che più decisioni venissero assunte proprio a livello comunitario, una percentuale superiore alla media UE (55%). In più il 48% del campione italiano chiede rapidi progressi nella costruzione di Unione Europea più “forte”.

La fiducia degli italiani nell’Unione Europea è in flessione, il 52% tende a non fidarsi. Flessione con picchi maggiori tra i più anziani e i meno istruiti. Le istituzioni europee sono comunque viste come molto più affidabili di quelle nazionali. Per esempio: il 78% degli italiani non si fida del Governo e il 74% del Parlamento.

Giudizi che devono tenere conto della consapevolezza e conoscenze che gli stessi cittadini hanno. Infatti il 61% degli intervistati italiani ammette di non essere sufficientemente informato sugli affari politici

Europei. Quando si informano nel merito, la televisione rimane ampiamente la prima fonte di informazione sulla politica nazionale ed Europea sia per italiani che europei. Oltre i due terzi degli italiani dicono di informarsi attraverso la TV mentre il 30% usa internet. Il 62% del totale gli italiani considera i social media, come Facebook o Twitter, un mezzo utile per tenersi informati sulla politica, in percentuale superiore alla media UE e ben al di sopra di quanto registrato in Germania (46%) o in Francia (50%). Il 44% degli italiani però dice di non fidarsi delle notizie politiche che legge sulle reti sociali online, e tende a fidarsi soprattutto della televisione (53%) e della radio (51%).

Il sondaggio periodico di Eurobarometro si dimostra quindi strumento utile per tastare il polso e analizzare le valutazioni dei cittadini europei nei riguardi dell’UE ma anche di lanciare un focus su stili e comportamenti posti in essere dagli stessi cittadini per informarsi e discutere nel merito dell’Unione Europea e della sua comunità. Traspaiono infine molto nitidamente quelle che sono le esigenze dei cittadini e le attenzioni che chiedono alle istituzioni nazionali e comunitarie, anche in vista delle future elezioni europee che si terranno nei 27 stati membri dell’Unione tra il 23 e il 26 maggio 2019, e quelle da poco registrate anche in Italia.

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