Casseforti 2.0

social-media-1768451_960_720

“Nel 2017 viaggeremo su macchine volanti, se non addirittura con il teletrasporto, non produrremo più inquinamento, andremo in vacanza sulla Luna e i robot svolgeranno tutte le nostre mansioni domestiche”. Cinquant’anni fa questo era il futuro immaginifico in cui si credeva avremmo vissuto, ma anche se questi traguardi non sono ancora stati raggiunti, oggi abbiamo tutti a disposizione una risorsa che nessuno aveva pronosticato: internet. La possibilità di avere a portata di mano ogni giorno e in ogni momento l’intera conoscenza umana di tutti i tempi ha comportato incredibili e repentini cambiamenti alla nostra società, trovandosi ora in un limbo tra la necessità di ottenere informazioni in maniera rapida e il bisogno di fagocitarle bulimicamente una dopo l’altra, in serie, senza assimilarle.

E per far fronte a questa necessità internet, generosa divinità virtuale nata per soddisfare ai nostri bisogni, ha costruito tramite pionieri illuminati i social network: il prodotto che meglio appaga il naturale e atavico bisogno di aggregazione sociale insito nell’uomo. Da qualche anno a questa parte Facebook, Twitter, Instagram e compagnia cantante ci permettono in ogni momento di poter osservare le vite degli altri, che siano essi amici, celebrità o sconosciuti, e di poter de facto ottenere dati sulle loro vite, e a nostra volta condividere contenuti che magari per noi sono semplici e innocui ritratti della nostra quotidianità, ma che per altri potrebbero essere rilevanti informazioni sensibili su di noi.

Infatti, oltre tutti gli indiscutibili vantaggi che internet e i social network hanno portato, ci sono numerose criticità, ormai sotto gli occhi di tutti, che devono essere risolte. Come tutti voi saprete il discorso sui problemi legati a queste piattaforme potrebbe essere drammaticamente ampio, comprendendo temi che spaziano dall’aumentata semplicità di diffusione di materiale ultra-violento (come dimenticare i fatti di Cleveland di qualche mese fa) all’indottrinamento di massa, che avviene sia riguardo al fanatismo religioso, sia per pratiche insane e pericolose. Focalizziamoci però su un tema estremamente importante e che meriterebbe più spazio di quello concessogli: la protezione dei nostri dati sensibili. Tutte le informazioni che decidiamo di rendere pubbliche sui canonici social network, da Facebook a Twitter e Instagram, diventano accessibili per tutti coloro a cui noi diamo l’accesso, ma diventano anche possibile preda di mal intenzionati in grado di poter aggirare le nostre impostazioni di privacy per entrare in possesso di questo materiale, così come altri nostri dati che non abbiamo scelto di rendere pubblici. È per questo che diventa sempre più importante essere consci di cosa finisce online quando si utilizzano prodotti che si servono di una connessione internet. Non finiscono infatti sulla rete solo i contenuti che pubblichiamo sui social network, ma anche tutto quel materiale che viene per esempio registrato automaticamente sul cloud o su piattaforme per il salvataggio online dei dati, come Dropbox. Tristemente noti sono i fatti legati a celebrità come Diletta Leotta o Cristina Buccino, che si sono viste rubare contenuti intimi e personali dai rispettivi account cloud per poi vederli condivisi in maniera virale sulla rete.

È per questo che bisogna essere sempre più accorti riguardo a ciò di nostro che finisce in rete. A tal proposito accorre in nostro aiuto “Slow web, verso una rete responsabile”: un’iniziativa che propone mercoledì 31 maggio a Torino, in via Maria Vittoria 38 dalle 18.30, una tavola rotonda con ospiti di eccezione per approfondire i temi di sicurezza online, social network e tutte le controversie dei servizi online. A questa interessantissima iniziativa, come già detto, parteciperanno anche ospiti di eccezione, fra cui Jacopo Mele, selezionato da Forbes come uno dei 30 under-30 più influenti al mondo, Peppino Ortoleva, studioso di storia e dei mezzi di comunicazione, ma anche Carlo Blengino, Guido Avigdor, Paolo Jarre, Giovanna Giordano e Pietro Calorio, con Federico Bottino che modererà l’incontro. Promotre dell’evento è inoltre eMemory: un portale online che, come una cassaforte virtuale, garantisce sicurezza e integrità al nostro patrimonio digitale, tenendolo lontano da occhi indiscreti. Su eMemory si possono caricare tutte quelle informazioni che vogliamo avere sempre a disposizione, ma che vogliamo essere certi che non vengano toccate. Chiudere queste nostre informazioni in queste casseforti, inoltre, aumenta il valore di ciò che decidiamo di proteggere: in un mondo dove ogni giorno vengono pubblicati online miliardi di contenuti (e non stiamo esagerando) avere un’isola sicura dove mettere ciò che per noi è più importante ci aiuta ad evitare che i nostri contenuti vengano perduti in giro per i social, così da avere sempre consapevolezza di dove sono salvati.

Un tema tanto ampio come quello discusso necessiterebbe di analisi, trattazione e riflessioni molto più lunghe e approfondite di quelle proposte nel presente articolo, ma se siete interessati e avete a cuore il destino delle vostre informazioni personali, dei vostri dati sensibili e delle vostre memorie virtuali vi invitiamo caldamente a fare un giro su eMemory e, soprattutto, di partecipare all’incontro “Slow web”.

Vota i nostri posts