La Giovanna D’Arco dell’estrema destra

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Quando si chiede a Christian Estrosi cosa pensi di Marion-Marechal Le Pen allarga le braccia e sospira.

“Dopo i vari dibattiti che ho affrontato con lei inizio seriamente a pensare che tra i tre esponenti della famiglia Le Pen sia lei quella che si colloca più a destra, una persona dominata da profondo settarismo ed estremamente la più pericolosa”.

Sindaco di Nizza e tra i dirigenti dei Les Repubblicans, Estrosi è diventato governatore della regione della Provence-Alpes-Côte d’Azur dopo aver sconfitto al ballottaggio la giovane Le Pen durante le elezioni regionali del 2015.

Ma chi è Marion Le Pen?

Figlia dell’attuale leader del Front National, il partito del populismo nazionalista, nonostante la giovanissima età ha già accumulato sulle sue spalle una notevole esperienza politica, riuscendo a farsi eleggere all’Assemblea Nazionale all’età di 22 anni con un campagna elettorale caratterizzata dal basso costo e da molti incontri nei mercati e nelle piazze del suo collegio a Vaucluse.

Marion si dichiara liberal-conservatrice, di destra “filosoficamente, politicamente e culturalmente” e grande ammiratrice della grandeur bonapartista, uno spettro che non ha mai smesso di appassionare politici di ogni colore, in particolare ora che la Francia si sente debole, stanca e frustrata dagli attacchi terroristici.

Cattolica intransigente, contraria all’allargamento dei diritti per le persone omosessuali e a quella che considera la “banalizzazione dell’aborto” portata avanti dai governi Valls in questi anni, immediatamente dopo la strage di Nizza disse che “o noi uccidiamo islamismo o ci ucciderà ancora e ancora. O tu sei con noi e contro l’islamismo, oppure scegli lo status quo (gli altri partiti) e diventerai complice  dei nostri nemici”,  invitando al contempo i giovani francesi ad arruolarsi nelle forze di riserva nel caso di una “guerra di religione”.

Sebbene in disaccordo con la madre in merito alla pena di morte, sull’UE si esprime con durezza anche maggiore. Durante un’intervista ha dichiarato che “Se noi andassimo al potere, la prima cosa che proveremmo a fare è rinegoziare i trattati, rimettere in discussione lo spazio Schengen, e riprendere la nostra sovranità monetaria e legislativa, che organi come la Corte di Giustizia europea ci hanno quasi tolto. Se non saremo in grado di fare tutto questo, se non otterremo le giuste deroghe, allora sì, proporremo un referendum per l’uscita dall’Unione europea, come il Regno Unito”.

Le folle durante le rèunion della nuova enfant prodige dell’estrema destra sono costituite da persone di ogni età e diversa provenienza sociale ma spiccano una larga fetta di giovani, cattolici e tradizionalisti, che considerano Marion come qualcuno a metà tra una novella Giovanna d’Arco, l’eroina nazionale che guidò la riscossa francese contro gli inglesi durante la guerra dei Cent’anni, e Brigitte Bardot, la famosa attrice multata più volte per incitamento all’odio razziale.

Chiarite a grandi linee le posizione politiche è utile analizzare il rapporto con la famiglia, di interesse primario in un partito padronale come FN, dove la gestione e le decisioni in merito alla linea politica e all’organizzazione territoriale sono calate dall’alto e dirette da un ristretto numero di persone, chiamato a volte anche “Clan Le Pen”.

Se la madre Marine, tra i primi a confermare la sua candidatura alle presidenziali dell’anno prossimo, viene accusata dall’ala più intransigente del Front National di aver compiuto una sorta di parricidio nei confronti di Jean Marie, numerose sono le foto di effusioni e calorose manifestazioni d’affetto tra Marion e suo nonno.

Gli insiders del partito però negano che ci sia una rivalità tra Marine e sua figlia e ben pochi si aspettano una guerra aperta tra i due, ancor meno ora che Marion si trova ad affrontare l’opposizione interna di Florian Philippot, eurodeputato molto influente nel FN, un conflitto inaspritosi dopo il suo coming out.

Ma per capire appieno le posizioni della famiglia Le Pen è utile leggere “Il Front national da Jean-Marie a Marine Le Pen” di Nicola Genga, un saggio puntuale che non si ferma all’analisi della dédiabolisation dell’FN ma si spinge più avanti, arrivando a sostenere che oggi “la differenza tra destra radicale e destra moderata appare solo di grado e non di natura” e che il salto definitivo verso la piena accettazione nello spazio politico-culturale francese, il definitivo sdoganamento delle politiche xenofobe e reazionarie,  potrebbe avvenire proprio con Marion Le Pen.

Date queste premesse ritengo sia inevitabile un suo ruolo di primo piano nella politica francese degli anni a venire.

 

Fonti:

http://tempsreel.nouvelobs.com/politique/20141128.OBS6469/fn-florian-philippot-et-marion-marechal-le-pen-incarnent-deux-tendances.html

http://www.breitbart.com/london/2016/07/26/marion-le-pen-christians-must-stand-islam-joined-military-young-patriots/

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