La clausola vincente

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Lo scorso 10 ottobre Oliver Hart e Bengt Holmström hanno vinto il Nobel per l’economia (più propriamente detto “premio della Banca di Svezia per le scienze economiche in memoria di Alfred Nobel”) per aver dato il loro contributo allo sviluppo della “Teoria dei Contratti”.

Oliver Hart, classe 1948, è un economista britannico e professore di economia all’Università di Harvard, pioniere di quella che viene definita la teoria dei contratti incompleti. Secondo questa branca della teoria economica dei contratti, questi ultimi non sono in grado di prevedere e regolamentare cosa deve essere e non deve essere fatto in ogni eventualità che può capitare nella realtà. Questo apre le porte al cosiddetto “Hold-up problem” che può capitare se sussistono due fattori principali:

  1. Le parti previste da un contratto devono eseguire degli investimenti specifici prima che la transazione oggetto del contratto avvenga;
  2. Le caratteristiche della “Perfetta transazione” (come la qualità dei prodotti, l’efficienza della spedizione ecc) non possono essere determinate con certezza prima che la transazione avvenga.

Quindi, il problema di fondo consiste in una situazione nella quale una delle due parti rischia di perdere l’investimento effettuato per quella specifica transazione per colpa di un comportamento opportunistico dell’altra parte in seguito alla transazione; la vera questione è che le parti potrebbero ottenere un vantaggio maggiore in termini di efficienza, ma minore in termini di profitto collaborando tra loro. Anche in questo caso siamo davanti al “Dilemma del prigioniero”: Un soggetto, di norma, preferisce giocare anche scorrettamente per ottenere un profitto maggiore di quello che otterrebbe collaborando con le altre parti coinvolte nel gioco.

Hart è riuscito a dimostrare che questo problema non può essere risolto ma al massimo mitigato attraverso il perfezionamento di un contratto all’interno di un mercato concorrenziale: la spiegazione sta nel fatto che la concorrenza tende ad isolare le società che agiscono opportunisticamente (chi negozierebbe con un’azienda che gode di una cattiva reputazione?).

Beng Holmström, classe 1949, è un economista finlandese e professore di economia al M.I.T. noto soprattutto per i suoi studi sul modello principale-agente che può provocare, anche qui, un comportamento opportunistico a danno del principale: tale opportunismo può avvenire prima del perfezionamento del contratto (selezione avversa) oppure dopo tale momento (azzardo morale) determinando due dei cosiddetti “Fallimenti del mercato”.

In seguito ai suoi studi sulle asimmetrie informative all’interno del mercato, Holmström ha elaborato un interessante teorema che porta il suo nome: nel caso in cui sia osservabile solo il prodotto aggregato di un team di agenti e non il prodotto dei suoi singoli componenti, non esiste nessuno schema di remunerazione che distribuisca tutto il prodotto tra i membri e sia tale da garantire il raggiungimento di un equilibrio di Nash Pareto efficiente.

Quindi in un sistema paretiano dove il bilancio è in pareggio non esiste nessun punto all’interno del quale un elemento può cambiare la propria condizione, migliorandola, ma cambiando anche il proprio livello di sforzo diverso da quello degli altri elementi che rimangono uguali; ciò significa che gli elementi non possono creare una strategia “ferma” e stabile. Perché se il sistema fosse sotto la condizione di Nash, ovvero non distribuisce tutte le entrate e non spende più di quello che possiede allora non è possibile massimizzare il profitto di tutti gli elementi.

In definitiva, possiamo dire che i due professori hanno dato un enorme contributo a quello che è il sistema degli incentivi che spingono un soggetto ad approfittare di una situazione per ottenere un profitto maggiore della sua controparte ma, “Non si tratta solo di denaro. Le persone hanno una visione molto ristretta del significato di incentivo: infatti questi non sono solo un modo di pagare le persone per indurli a fare un qualche cosa, si tratta invece di strutturare l’organizzazione nella quale sono queste sono inserite per motivarle…” (Bengt Holmström).

 

 

Fonti:

http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2016-10-10/nobel-l-economia-hart-e-holmstroem–115650.shtml?uuid=ADhHrJZB&refresh_ce=1

http://www.repubblica.it/economia/2016/10/10/news/nobel_per_l_economia_a_oliver_hart_e_bengt_holmstrom-149466629/

http://www.ilfoglio.it/economia/2016/10/10/nobel-economia-buona-impresa___1-v-148954-rubriche_c187.htm

http://www.cam.ac.uk/research/news/professor-oliver-hart-wins-economics-nobel-prize

https://www.nobelprize.org/nobel_prizes/economic-sciences/laureates/2016/hart-interview.html

https://www.nobelprize.org/nobel_prizes/economic-sciences/laureates/2016/holmstrom-interview.html

https://www.iame.uni-bonn.de/Can%20contracts%20solve%20the%20hold.pdf.

 

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