Easymoove: il futuro della mobilità – Intervista

easymoove

Quello della sharing economy, letteralmente economia della condivisione, non è un semplice fenomeno sociale ma un modello di business ormai affermato e consolidato.
Complici della sua rapida ascesa sono stati certo anche fattori come la crisi economica, che ha costretto molte persone a modificare il proprio stile di vita, e soprattutto l’innovazione tecnologica, che ha permesso di collegare le più disparate necessità dei diversi individui e di soddisfare on demand le loro richieste.

Non si tratta, tuttavia, solamente di consumo collaborativo e di peer to peer economy: dietro la sharing economy c’è molto di più come, ad esempio, un mercato redistributivo in cui l’accesso è preferito alla proprietà, oltre a  un insieme di valori improntato alla condivisione, fiducia reciproca e attenzione all’ambiente.

Il business della mobilità condivisa è un esempio concreto di tale modello: si prevede infatti che il suo valore a livello globale nel 2020 ammonterà a circa 6,2 miliardi di euro con un coinvolgimento di 12 milioni di utenti.

Proprio per questo motivo, abbiamo deciso di intervistare Massimiliano Curto, CEO di Move Plus, spin off del Politecnico di Torino che ha sviluppato il servizio di carpooling Easymoove, attraverso la cui applicazione è possibile richiedere e offrire passaggi in tempo reale e in modo semplice, “easy” per l’appunto, nella città di Torino e dintorni.

Sono numerosi coloro che sostengono che i fruitori dell’economia condivisa siano più interessati alla convenienza economica, dunque ad una access economy, e decisamente meno nell’instaurare relazioni sociali. Per quanto riguarda la realtà di Easymoove, definirebbe questo servizio più improntato alla sharing o alla access economy?
Easymoove non è solamente un servizio di ride-sharing ma un’occasione per incontrare persone con interessi comuni e condividerli con loro ad esempio andando con un’unica macchina allo stesso concerto o ad una manifestazione come può essere la Color Run. Sono proprio le persone con il loro desiderio di collaborare il vero asset di questa realtà.  Per tale motivo abbiamo deciso di “raccontare” le nostre destinazioni, accompagnando le foto di luoghi ed eventi con descrizioni e informazioni, così da suscitare l’interesse degli utenti e proporre loro nuove destinazioni o iniziative.
Certo non sono da sottovalutare il risparmio di chi usa questa applicazione né l’impatto ambientale: condividere il tragitto in auto è una situazione win-win perché permette sia di dividere i costi sia di ridurre l’inquinamento.

 Quello di Easymoove è un team giovane così come sono giovani coloro che usano maggiormente questa app: come pensate di avvicinare altri target di utenti?
Ci siamo rivolti prima di tutto ai giovani perché sono più pronti e ricettivi ai cambiamenti ma non abbiamo certo intenzione di trascurare gli altri target. Easymoove si è ad esempio dimostrato un servizio molto utile per i turisti che sono desiderosi di visitare la città ma non hanno molto tempo per farlo oppure hanno bisogno di una guida che li consigli su come ottimizzare i tempi.
A Lampedusa, dove Easymoove è attivo dall’estate scorsa, abbiamo inoltre integrato l’applicazione sia con un servizio sms sia con un call center, rendendo possibile prenotare in anticipo il passaggio anche a persone che non usano Internet. Il bacino di utenza di Torino è tuttavia più grande e dunque più difficile da servire e, pertanto, non ci è possibile nell’immediato attivare tali opzioni.

 L’applicazione è semplice, accattivante e intuitiva mentre la tecnologia che rende questo sevizio possibile decisamente complessa: qual è il giusto trade off tra l’essere easy e smart?
Gli algoritmi che ci consentono di abbinare le persone alle destinazioni sono tecnologicamente molto avanzati: non si tratta di un semplice database in cui inserire i propri dati e cercare qualcuno che condivida con noi il tragitto, offriamo molto di più. L’obiettivo è quello di concentrare il più alto numero di passeggeri nella stessa automobile al fine di diminuire il numero di veicoli circolanti e i chilometri percorsi. L’applicazione di Easymoove propone quindi in automatico di condividere il passaggio anche con persone che salgono successivamente lungo il tragitto, oppure che scendono prima rispetto alla nostra meta. Tutto questo in tempo reale e soprattutto con rapidità. Le faccio un esempio: vuole spostarsi dal quartiere di San Salvario a quello di Vanchiglia: lungo il tragitto può dare un passaggio a chi desidera fermarsi in Piazza Vittorio perché è sulla strada che Lei farebbe in qualsiasi caso per arrivare a destinazione:  Lei ci guadagna in termini di riduzione di costi e il passeggero risparmia il tempo che avrebbe impiegato a raggiungere la destinazione a piedi o in pullman.
Easymoove non è solo questione di sofisticata programmazione. Non bisogna perdere di vista l’aspetto più importante, quello umano : è fondamentale non perdere il contatto con le persone e cercare sempre di soddisfare le loro esigenze, rendendo il servizio easy e facilmente accessibile.
Per tale ragione, anche noi sviluppatori, durante la prima settimana di attività del servizio a Torino, abbiamo dato passaggi in macchina così da avere l’occasione di conoscere e ascoltare gli utenti.

Torino è stata recentemente nominata seconda capitale europea dell’innovazione: quanto si sente parte di questo processo innovativo?
Sono orgoglioso di questo risultato. Posso affermare che, con il nostro spin off, abbiamo partecipato e contribuito attivamente al cambiamento che Torino sta attraversando.
L’innovazione è una strada che si condivide.

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