Yeerida, un libro a portata di click

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L’avvento delle tecnologie per la lettura digitale suggerirono qualche anno fa l’idea di un’imminente rivoluzione della storia del libro e i creatori degli ebook furono definiti “Gutenberg dei nostri giorni”, capaci di portare l’uomo in un nuovo universo della lettura, quella digitale. Secondo gli addetti ai lavori il libro sarebbe stato sostituito in poco tempo dagli ebook e la carta sarebbe rimasta solo nei ricordi di qualche nostalgico. Le profezie, tuttavia, non hanno avuto seguito, e il libro è rimasto uno dei pochi settori in cui l’innovazione ha lasciato il primato alla tecnologia precedente. Le stime di mercato in Italia degli ultimi anni, pur denotando una crescita delle vendite degli ebook, evidenziano, infatti, quanto i lettori siano fedeli al libro cartaceo e come la rivoluzione tanto manifestata dagli analisti di mercato sia lontana dalla sua completa realizzazione. Attualmente i ricavi del digitale non superano il 14% di tutto il mercato editoriale, e le stime più ottimistiche prevedono che nel 2020 non si arriverà oltre il 24 %.

Eppure non si può non ricordare quanto sia cresciuta negli ultimi anni l’offerta da parte di editori e riviste specializzate di contenuti e pubblicazioni a cui accedere attraverso abbonamento o in maniera gratuita, destinate nella maggior parte dei casi ad un pubblico di specialisti che avrebbe avuto difficoltà ad accedere al libro originale per l’esiguo numero di opere pubblicate.

E dunque giusto chiederci se sia possibile una collaborazione tra l’editoria digitale e quella cartacea e quali siano le prospettive per la lettura dei prossimi anni. Abbiamo deciso di discutere di questi temi con gli startuppers torinesi Federico Bottino, Jacopo Maria Vassallo e Fabrizio Vargas Bosco, che da due anni lavorano alla creazione di Yeerida (yeerida.com), una piattaforma di lettura in streaming gratuita, dove poter trovare contenuti a livello editoriale, scritti da professionisti o inediti.

Come è nata l’idea di Yeerida?

C’è stata una contaminazione tra il nostro percorso di studio e le esperienze professionali, e Federico, l’ideatore di Yeerida, dopo aver partecipato ad un convegno letterario sull’editoria digitale, si è accorto che uno dei pochi settori che non si era ancora digitalizzato era il libro. Nella creazione di Yeerida è stato importante lo studio di altre piattaforme che permettono la condivisione digitale del libro. Ci sono altre che lo fanno all’estero, ma a nostro giudizio hanno sbagliato il modello di business, in quanto proponevano un modello che potremmo definire “All you can read”, dove pagavi un fisso e leggevi quello che volevi. La maggior parte di chi usufruiva del servizio, però, non riusciva a terminare un libro, e quindi dopo poco tempo disdiceva il contratto. Con Yeerida, invece, non esiste un abbonamento, e gli introiti sono assicurati dalla pubblicità, dalle visualizzazioni e da molti altri modi, e vengono divisi in maniera proporzionale con coloro che hanno partecipato alla creazione del contenuto.

A proposito del libro digitale: pensate che si arriverà mai a un momento in cui il libro digitale sostituirà completamente il libro cartaceo?

No, non è possibile. Il nostro intento è anzi incrementare entrambi i mercati dell’editoria, sia quello del digitale che del cartaceo. Il libro ha tutta una fisicità e una serie di attributi che uno smartphone, un e-reader o un tablet non possono avere. Soprattutto c’è dietro una professionalità ulteriore a quella dell’editore, una qualità alle spalle che non può essere sostituita.

Come avviene la selezione delle opere e qual è il vostro rapporto con le case editrici?

La selezione del materiale avviene attraverso la scelta degli editori, non facciamo nessun lavoro di editing, né pubblichiamo opere nuove perché non siamo una casa editrice. L’editore per noi ha un ruolo fondamentale, e il fatto che una casa editrice come Fernandel abbia aderito al nostro progetto è indicatore di come stiamo sviluppando la nostra comunicazione a livello di marketing. Noi, infatti, puntiamo su case editrici che prediligono la qualità, poiché qualità significa fidelizzazione del lettore, per noi fondamentale. In più dalle nostre ricerche ci siamo resi conto che nell’editoria degli ultimi 30-40 anni l’esaurimento nel mercato di una novità editoriale dura 3-4 mesi, per un seller non supera i 6 mesi, per i best seller non si va oltre i diciotto mesi. Con una piattaforma come la nostra che lavora sulla comunicazione dei marchi e distingue le utenze e i marchi editoriali, invece il libro ha una vita più lunga e raggiunge un numero maggiore di lettori interessati.

Avete trovato difficoltà nel rapportarvi con il mercato italiano?

L’Italia è sicuramente il mercato più ostico, per problemi di infrastrutture e per il comportamento delle case editrici, che sono un po’ restie allo sviluppo del digitale, perché è ancora molto forte la dicotomia digitale-cartaceo, che sono visti come mercati antitetici, mentre noi crediamo che possano aiutarsi reciprocamente. Per adesso hanno aderito una trentina di case editrici, ed entro l’anno puntiamo a concludere contratti con almeno il 10% delle case editrici attive nel mercato italiano. Poi stiamo già lavorando all’internazionalizzazione del marchio, ed è sicuramente nostra intenzione espanderci anche in quella direzione.

Cosa consigliate a ragazzi che come voi hanno avuto un’intuizione di una nuova start-up?

Consigliamo di non innamorarsi delle proprie idee, di metterle sempre in discussione, di veder con diffidenza chi ti dice che è una buona idea o chi sostiene che sia impossibile, e soprattutto lavorate tanto! Ci saranno momenti in cui penserete di non farcela, ma se credete nelle vostre idee arriverete ai vostri obiettivi.

E per concludere vorrei da ognuno di voi un suggerimento per un libro che possiamo trovare su Yeerida.

Per Fabrizio Viola, il poker e le domande di Anna Paola Bosi, per Jacopo Lo scacco del Barbiere di Marco Gaddi, per Federico Saxophone street blues di Elia Gonella.

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