Alla Scuola di Liberalismo, Irene Tinagli sulle unioni civili

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Venerdì scorso è stata inaugurata la Scuola di Liberalismo di Torino, di cui NEOS è media partner ufficiale. Si tratta di un corso di formazione politica articolato in 18 lezioni: tra gli ospiti in programma, ci sono docenti delle migliori università italiane e non, parlamentari e imprenditori. L’organizzatore è il CEST | Centro per l’Eccellenza e gli Studi Transdisciplinari, associazione che riunisce studenti delle Scuole d’Eccellenza italiane e giovani ricercatori. Il tema – il liberalismo – viene affrontato da diverse prospettive disciplinari: economia e società, identità culturali, politica, attualità, pensiero scientifico. La Scuola vuole essere un momento di confronto, discussione e aggregazione per un target eterogeneo, con un particolare focus verso gli studenti universitari. È proprio in questo aspetto che si vede una comunanza di intenti e obiettivi con NEOS.

Ad aprire la Scuola è stata l’onorevole Irene Tinagli. Dall’Università Carlos III di Madrid è passata alla politica nel 2013: dopo un lungo periodo con Mario Monti in Scelta Civica, ora è alla Camera per il Partito Democratico. Il suo è un curriculum eccellente: oltre alla laurea in Bocconi ha conseguito il PhD alla Carnegie Mellon University; è stata inoltre consulente per il Dipartimento Affari Economici e Sociali delle Nazioni Unite e per la Direzione Istruzione e Cultura della Commissione Europea. A presentare c’era Ivan Lagrosa, che oltre ad essere uno studente eccellente di Economia e Commercio all’Università di Torino e al Collegio Carlo Alberto, è anche uno dei fondatori di NEOS.

Foto di Umberto Rogna Maggi

Foto di Umberto Rogna Maggi

Alla Scuola di Liberalismo si è affrontato un tema che in questi giorni è sulle prime pagine di tutti i giornali: le unioni civili. Quella di Irene Tinagli è sicuramente una visione molto aperta verso il riconoscimento dei diritti alle coppie omosessuali. La sua è una presa di posizione che deriva da un ragionamento lungo e pensato, vagliato alla luce di riflessioni teoriche precise e pragmatiche. Sempre con dati alla mano.

Sono state molte le argomentazioni assunte a sostegno delle unioni civili, a partire dai principi fondamentali di libertà e laicità, fino agli incentivi che lo Stato dovrebbe dare alla creazione di nuclei famigliari – vista la protezione sociale ed economica che assicurano, così come la riduzione di comportamenti sociali poco desiderabili come quelli criminali. Tuttavia, una delle tesi più originali raccontate dalla Tinagli durante la lezione era relativa alla creatività e all’innovazione.

Durante la sua attività di ricerca, infatti, Irene Tinagli ha studiato e analizzato in particolare questi temi. E, attraverso i suoi studi empirici, partendo dagli USA e arrivando in Europa, ha riscontrato una robusta correlazione tra il Gay Index e l’innovazione tecnologica. Nello specifico, il Gay Index misura la concentrazione di persone appartenenti alla comunità LGBT all’interno di un’area geografica e la tolleranza della società nei loro confronti. Una correlazione che potrebbe sembrare curiosa, a prima vista, ma che in realtà ha una spiegazione molto chiara.

Il Gay Index – ha spiegato la Tinagli – è soltanto un proxy, cioè una variabile che può essere utilizzata al posto di un’altra variabile, più difficilmente misurabile. Si tratta della possibilità di esprimere se stessi, della tolleranza e della diversità sociale presenti in un territorio. Questi sono elementi fondanti di una società creativa, che è evidentemente la materia prima fondamentale per l’innovazione tecnologica. Infatti, se le aziende nel passato sceglievano dove aprire i propri impianti in base alla vicinanza di materie prime e infrastrutture, oggi cercano di inserirsi in luoghi dove ci sono persone creative, aperte e ricche di idee.

In questa ottica, le unioni civili diventano non soltanto il riconoscimento di un diritto, ma anche un forte incentivo alla cosiddetta diversity, alla dinamicità della società e all’ampiezza delle sue vedute. Sono, quindi, un vero e proprio investimento in capitale umano e sociale, che mira alla costruzione di un territorio fertile per l’innovazione tecnologica, la produzione di conoscenza e lo sviluppo economico. Il maxi-emendamento recentemente approvato in materia di unioni civili è il primo passo verso un cambiamento culturale epocale, che annuncia sviluppi molto promettenti: l’inclusione è una strategia win-win.

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