L’Europarlamentare con la pistola che non piace a nessuno, neanche ai suoi: la deprimente storia di Gianluca Buonanno

Il sindaco di Borgosesia ed eurodeputato della Lega Gianluca Buonanno in collegamento con SkyTg24 sul caso del pensionato che ha ucciso un uomo per "legittima difesa" mostra al pubblico una pistola ANSA/ FERMO IMMAGINE SKY +++ EDITORIAL USE ONLY- NO SALES NO ARCHIVE +++

Vaprio d’Adda, provincia di Milano, 20 ottobre 2015: il pensionato Francesco Sicignano uccide a colpi di pistola un ladro 28enne intrufolatosi nella sua abitazione. Da qui nasce il caso che mobilita diverse fasce dell’opinione pubblica: da chi osanna il pensionato, il suo coraggio e gongola al pensiero di potersi far giustizia da sé, a chi condanna ferocemente l’omicidio e l’omicida, irrispettoso della vita umana e delle “povere anime” costrette a rubare per campare. Ci sono gli inquirenti, che nelle ultime ore hanno iniziato a sospettare che le cose non siano andate come il pensionato vuole far credere; c’è l’accusa, che lo incolpa di eccesso di legittima difesa; c’è la Lega, che si schiera a spada tratta dalla parte del sig. Sicignano; e poi c’è Gianluca Buonanno, deputato leghista al Parlamento Europeo ed ex deputato nella nostra Camera, nonché sindaco di Borgosesia (VC).

Intervistato in diretta tv nazionale da SkyTG24 dalla giornalista Federica De Sanctis, dopo aver commentato la vicenda descritta sopra, ha sfoderato davanti alle telecamere una pistola proponendo un incentivo del 30% sull’acquisto delle armi da fuoco, in perfetto stile texano. Inutile sottolineare che in studio lo sgomento è stato notevole, così come il disappunto visibile sul volto della giornalista, ma dando una rapida occhiata alla carriera di Buonanno notiamo che questo non è che l’ultimo di una lunga serie di esibizioni in equilibrio sul confine fra provocazione e scena da bar. Di seguito una breve lista di quanto si può trovare nel suo curriculum:

  • Una serie di battute e dichiarazioni di dubbia convenienza su omosessuali e omosessualità, come “A Borgosesia ci saranno una decina di gay, ma può darsi che siano aumentati. Fosse per me li schederei. Visto che vogliono pubblicizzare il loro amore, segniamoli su un registro. Se mi chiedessero di celebrare nozze gay nel comune dove sono sindaco, direi che è meglio che si facciano un TSO. Al massimo offro ai gay una banana. O un’insalata di finocchio”;
  • In seguito al voto sul “dl carceri” del 2014 alla Camera, in palese disaccordo con il contenuto del decreto legge, sventola e lancia manette sul banco del Governo, accompagnato dagli inutili richiami dell’arbitro Boldrini e dai fischi della curva dello stadio di Montecitorio (il dl passò);
  • Sempre nel 2014, sempre alla Camera, si tinge la faccia di nero proclamando: “Solo così mi ascoltate, in Italia c’è un razzismo al contrario”;
  • Ha esposto dei finocchi in aula rivolgendosi ai deputati di SEL (altri che proprio dei signori non sono);
  • In polemica con la Germania intera per la questione migranti e profughi, si è alzato ed ha iniziato a girare per l’aula del Parlamento Europeo con una maschera della Cancelliere tedesca;
  • Sempre in polemica con il mondo, il primo aprile si presenta alla Camera con una spigola chiedendo se le proposte avanzate dal Governo fossero uno scherzo.

Lui afferma di ricalcare le orme del grande Ettore Petrolini, attore di inizio ‘900 sempre fedelmente seguito e assistito da suo nonno; la verità è che rischia di essere soltanto l’ennesima poco simpatica macchietta che compone quel mosaico di vergogna che è ora la politica italiana di oggi. Se ne è accorto anche il segretario del Carroccio Matteo Salvini, che ha condannato l’azione dell’europarlamentare apostrofandolo dicendo: “Facciamo i seri”.

Già, “facciamo i seri”, proprio Matteo Salvini, colui che ha iniziato a emergere quando c’era ancora il buon “senatur” grazie a provocazioni ben più marcate di quelle che fa oggi: se ci pensate la sua Lega è in costante crescita, ha sempre più seguaci da Trento ad Agrigento e, secondo un sondaggio de La Stampa, ad oggi lui è il secondo leader di partito preferito in Italia (dietro a Renzi). La Lega sta crescendo, ora deve mantenere, di fianco agli slogan e agli ideali, una facciata di serietà, tipica ormai solo dei grandi partiti, seriamente intenzionati ad arrivare a governare e non ad esistere e sussistere solamente come opposizione. Nonostante un po’ tutti pensiamo che anche Salvini sia d’accordo con Buonanno, che per le sue indiscusse doti satiriche ha probabilmente sbagliato palcoscenico, ora, pur rischiando di perdere qualcuno dei suoi fedelissimi per strada (ricordo che Gianluca Buonanno è anche europarlamentare), non esita a schierarsi contro il suo alleato.

La Lega Nord è un’entità sempre più compatta e forte, che sta abbandonando i tratti caratteristici del movimento, nato solamente per estinguersi, e che grazie a un leader indiscutibilmente carismatico sta puntando in alto. Ormai se le provocazioni non sono coerenti con la politica di partito o con gli ideali sui quali si fonda questa nuova Lega, verranno solamente condannate insieme al provocatore: il rischio di accettarle, come quest’ultima sull’incentivo al possesso delle armi da fuoco, comporterebbe di fatto includerle nel proprio programma, diversificando un blocco di ideali compatto e stabile nel quale gli elettori si ritrovano e da cui non vogliono uscire.

È anche da queste piccole cose che si vede quando un partito raggiunge la maturità e il Carroccio la sta raggiungendo: giudicate voi se è un bene e un male.

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