Intervista ad Anna Leonardi

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Plati

Platì, comune della provincia di Reggio Calabria che conta meno di quattromila anime.
Un piccolo centro abitato come ne abbiamo tanti in Italia.
Qualche negozietto, la piazza del mercato, il palazzo civico con i suoi uffici, gruppetti di case e afosi condomini, una manciata di vie che dal centro si perde verso la campagna circostante.

Un normalissimo paese di provincia.

Se non fosse che l’ndrangheta domina, culturalmente prima che con la forza, l’intera cittadina.
Con il passare degli anni Platì ha subito l’omicidio di un sindaco (Domenico Demaio), l’agguato e l’uccisione del brigadiere Antonino Marino e per ben tre volte lo scioglimento dell’amministrazione comunale per infiltrazione mafiosa.

Ma non solo.

Durante l’ultima elezione comunale la sola lista presentata non ha raggiungo il quorum (del 50%+1 voti) e lo Stato si è visto costretto, ancora una volta, ad inviare un commissario per svolgere le funzione di sindaco.

Oggi la situazione non è cambiata, dato che il 31 maggio, in concomitanza con le elezioni regionali, non è stata presentata nessuna lista.

L’unico che si è mosso per tentare di ristabilire la democrazia a Platì è il Partito Democratico, il quale però non ha potuto proporre nessun sindaco poichè I termini per presentare le liste sono già scaduti e, alle comunali di fine maggio, i cittadini di Platì non hanno votato.

Che fare?

Una risposta arriva da una giovane ventinovenne dirigente del Partito Democratico, Anna Rita Leonardi, determinata a candidarsi nel paesino della Locride e che per questo chiede che il governo conceda elezioni straordinarie per Platì. E non deve stupire se l’opinione pubblica si è trovata divisa sulla sua decisione tra entusiasti e detrattori.
Al di là di chi ritiene che il coraggio della ragazza vada giustamente premiato e delle malelingue che sputano sentenze di condanna senza conoscere nulla della situazione locale è necessaria qualche riflessione con lei.

Anna Leonardi, che cosa ha sbagliato la politica a Platì?

“Credo che la politica a Platì abbia commesso molti errori e che abbia parecchie colpe da farsi perdonare. Non solo è possibile notare un’assenza partitica generale ma manca anche la più semplice azione civica. Per anni è mancato qualsiasi tipo di coinvolgimento nell’interesse comune. Personalmente, da militante e dirigente, che ha vissuto l’esperienza politica sul territorio, voglio impegnarmi a trovare persone capaci e volenterose pronte a darsi da fare per la propria comunità. Cosa certo non facile, dal momento che manca l’intero percorso anche solo per strutturare delle liste civiche. Ma sono fiduciosa, i cittadini meritano il mio impegno più totale”.

Anche il PD ha fatto degli errori?

“Si, anche il mio partito ha commesso errori, primo fra tutti quello di attivarsi solo dopo la fine dei termini della presentazione delle liste, ma abbiamo saputo rispondere immediatamente. Credo, invece, che le altre forze politiche abbiano fatto, e facciano, una pessima figura; non sono mai andati oltre le accuse gratuite in libertà e non si sono mai attivati nè hanno proposto nulla di concreto. Pensate un momento a Salvini, quando ha detto che se avesse conosciuto per tempo la situazione di Platì si sarebbe candidato. Io l’ho fatto, mi sono messa a disposizione dei cittadini e sono in campo. Spero vivamente che la sua non sia stata soltanto una scenetta, ma che tenga fede alla sua parola; mi piacerebbe competere contro di lui.”

Lei si è detta disponibile a candidarsi a Platì e ha già incontrato più volte i cittadini. Quali sono i vostri rapporti?

“Ho preso l’impegno di recarmi a Platì almeno una volta a settimana, parlando con i cittadini, affrontando le problematiche esistenti. All’inizio abbiamo trovato qualche difficoltà, perchè ci vedevano come i soliti politici pronti a sfruttare la situazione per fare propaganda.”

E questo ci da l’idea di quanto sia grande la disaffezione verso la politica.

“Certamente. Una volta superato il primo impatto, durante il quale ci siamo conosciuti a vicenda, i rapporti sono via via migliorati, tanto che ora si è creata una buona intesa e mi sento quasi di casa. Considerando che si tratta di una piccola comunità, per anni dimenticata dalla politica, posso dire che i cittadini rispondono bene e sono partecipi, cosa constatata alle due assemblee pubbliche che abbiamo già organizzato.”

Sicuramente la sua iniziativa non è passata inosservata. Il Pd la sta supportando nella sua battaglia?

“Sì, il partito è molto presente. Ho incontrato Matteo Renzi, che segue la situazione e mi ha garantito il suo supporto, ed anche Lorenzo Guerini è stato molto presente fin dall’inizio. Ma anche molti altri hanno voluto esprimere vicinanza e solidarietà.”

Qual è la prima cosa che farebbe da sindaco di Platì?

“Il primo provvedimento sarebbe senza dubbio volto a risolvere il problema dell’acqua domestica. Il presidente della regione Calabria, Mario Oliverio, si è impegnato da subito per risolvere questa problematica, noi gli staremo vicini. Altro punto su cui mi impegnerei è attivare l’amministrazione per mettere in sicurezza il paese dal punto di vista idrogeologico. Bisognerà attivare collegamenti con il resto della regione in vista di un percorso culturale, sociale e lavorativo, soprattutto per i giovani del paese. Credo sia importante cercare strumenti che siano in grado di ridurre l’alto tasso di disoccupazione giovanile, anche cercando di agganciarsi a progetti di livello europeo. Un’idea potrebbe essere quella di creare scuole artigianali nel centro del paese, ad esempio di ricamo (splendida tipicità delle donne di Platì) in cui lavorare ed insegnare un mestiere.”

Quali persone vi hanno aiutati e chi invece sta cercando di contrastarvi?

“Grande aiuto è arrivato da parte dei due parroci del paese che hanno messo la sala parrocchiale a disposizione e prestato grande attenzione al nostro lavoro. Anche alcuni movimenti ci sono vicini, quale ad esempio Libera, con don Ciotti che mi ha incoraggiata a proseguire il mio impegno. E Devo dire grazie anche ai cittadini di Platì che ci sono sempre più vicini. Per quanto riguarda gli ostacoli, sono stata oggetto di critiche da una parte, piccolissima per fortuna, del PD calabrese che ha deciso di non sostenere il mio percorso ma ha tentato di farmi arretrare, senza mai entrare nel merito dei fatti. Le critiche sarebbero molto utili ma lanciare solo fango non serve a nulla, se non a danneggiare la buona politica.”

Cosa diresti ad un giovane che vuole fare politica?

“Sicuramente la domanda non è semplice: innanzitutto gli consiglierei di capire quali sono le motivazioni che lo spingono, particolarmente utili in un momento come questo dove l’anti-politica spadroneggia. In secondo luogo, se il senso del suo agire è quello di mettersi al servizio dei cittadini, suggerirei di impegnarsi nell’attività cittadina e nel sociale, anche senza tessere di partito, magari in azioni di volontariato, per migliorare quello che non funziona. E solo in un secondo momento a proseguire la sua serietà a livello comunale con esperienze amministrative.”

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