Abolizione segreto bancario in Svizzera

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Incominciamo sfatando uno dei tanti miti che di recente attanagliano la nostra società: portare i soldi all’estero non è illegale. Ogni cittadino italiano può liberamente aprire un conto in una qualsiasi banca estera. Per quale ragione se un intermediario finanziario in Francia offre alternative più convenienti, si dovrebbero lasciare i soldi in una qualsivoglia banca italiana? Non avrebbe senso. Ciò che è invece illegale è spostare capitali all’estero per poi non dichiararli al fisco italiano, evitando quindi di pagare su di essi le tasse. Questo processo diviene difficilmente individuabile se i paesi nei quali si sono spostati i capitali preservano il segreto bancario facendo si che l’identità dei proprietari rimanga ignota al fisco. Il superamento del segreto bancario in Svizzera è quindi una svolta epocale nella lotta all’evasione. Prima di esso per avere informazioni su un solo correntista bisognava porgere richiesta con tanto di documentazioni riguardante il reato per il quale era indagato il possessore del conto, reato che a sua volta doveva essere contenuto in una ristrettissima lista di quelli riconosciuti dalle istituzioni svizzere per poter acconsentire alla richiesta.

Una delle alternative utilizzate dai passati governi italiani per ovviare al problema fu l’utilizzo dei così detti scudi fiscali: condoni che permettevano il rientro dei capitali esteri in madrepatria a costo di una piccola penale e garantendo l’anonimato dei proprietari. Il primo, effettuato nel 2001 dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti nel governo Berlusconi II prevedeva una penale del 2,5%. Quelli che seguirono,penali di poco superiori. Se paragoniamo le penali con il livello di tassazione italiana che si aggira intorno al 45%, notiamo da subito la convenienza. Il problema di scudi fiscali ripetuti è l’incentivazione all’evasione,in quanto generano l’aspettativa di futuri condoni. Tra pagare il 45% di tasse su 100.000$ e spostare quei 100.000$ all’estero aspettando il prossimo scudo per farli rientrare con il 4-5% di penale, è di nuovo evidente la convenienza. Di recente, in Italia, il parlamento ha approvato la voluntary disclosure, quello che alcuni chiamano l’ultimo scudo fiscale italiano. Di sicuro, però, dello scudo fiscale non ne ha le aliquote in quanto chi aderisce paga tutto il dovuto all’erario. Ma allora dove sta la convenienza nell’aderire? Perchè si dovrebbe dare al fisco quello che fino al giorno prima gli si è nascosto? Proprio per l’accezione di ultimo. Sarà infatti l’ultima possibilità di mettersi in regola con il fisco italiano prima che la Svizzera apra le banche dati, incorrendo ad inevitabili sanzioni anche del 200%. Per i più indissolubili un’alternativa ci sarebbe.. quella di spostare i soldi in altri paradisi fiscali ma, grazie alle pressioni internazionali,questi sono in continua diminuzione. Sembrano prospettarsi brutti tempi per i furbi. Io di certo non spenderò alcuna lacrima.

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